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Far West. Affrontare la zona di fine curva nella sciata.

FAR WEST

Immaginiamo di avere due pistole sulle ginocchia e altre due sull’anca e sulla spalla esterne alla curva. Visualizziamo un ipotetico bersaglio a terra nella zona di fine curva-cambio e…

Vediamo tutta l’azione, a partire dalla curva che sta finendo: durante la fase di svincolo dalla curva che sta terminando e con continuità durante la fase di inversione degli spigoli e di ingresso nella nuova curva, definiamo con lo sguardo e con crescente precisione la zona dove vogliamo andare a «chiuderla». Contemporaneamente allo sguardo che non molla la «zona obiettivo», sentiamo bene i piedi che, solidi, abbandonano i vecchi spigoli e cercano i nuovi; visualizziamo e sentiamo i quattro punti su cui abbiamo montato, rivolte in avanti, le quattro pistole: le due ginocchia, l’anca esterna alla curva e la spalla esterna. Indirizziamo gradualmente tutte le pistole verso il bersaglio; al punto di attacco curva (alla fine del primo terzo di curva e inizio del secondo terzo) spariamo con decisione annientando il bersaglio… e via subito verso il bersaglio successivo…

Un gioco di immaginazione estremamente efficace, da eseguire senza indugio e con grande determinazione per ottenere il massimo risultato.

Non perdiamo occasione, anche e soprattutto a secco, di allenare al massimo l’inclinazione dei piedi cercando la massima escursione e familiarità con questo movimento (come vedete nelle foto).

Foto 1 Foto 2 Foto 3

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Corpo vincolato (seduto su un supporto) e piedi liberi: alternando inclinazioni dei piedi come in curva a sinistra e a destra si può osservare come questi prendano direzione opposta alla curva immaginata.

Sciando l’idea delle pistole aumenterà l’efficacia di quel lavoro dei piedi e darà la giusta direzione al movimento globale dello sciatore e tanta dinamicità all’azione. Da dove nasce questa idea delle pistole? E perchè riteniamo sia quella giusta? Siamo partiti appunto dalla presa di spigolo come elemento di base della sciata in conduzione ed abbiamo osservato in modo inedito una cosa molto evidente: la crescente differenza di direzione tra i piedi ed il resto del corpo al crescere della presa di spigolo.
Provate a sedervi su un tavolo o su un muretto o su qualsiasi cosa dove poter tenere i piedi «penzoloni» ed il corpo fermo; immaginate ad esempio di essere in una curva a sinistra ed inclinate lateralmente il più possibile i piedi sotto le tibie, come a voler fare una grande presa di spigolo solo con i piedi (forte pronazione del piede destro-esterno e forte supinazione del piede sinistro-interno). Osservate come le punte dei piedi si spostano verso destra e verso l’alto… Fate lo stesso dall’altra parte mettendo repentinamente i piedi di spigolo per una curva a destra: sono partiti a sinistra e verso l’alto… Osservazione: quando il corpo è vincolato ed inclino i piedi dando spigolo (liberi, sospesi per aria) questi vanno dalla parte opposta alla curva che ho in mente di fare: piedi e resto del corpo prendono quindi direzioni diverse… interessante

Foto 4 Foto 5 Foto 6

Foto 4-5-6
Vincolando i piedi e lasciando libero il corpo l’inclinazione dei piedi implica e favorisce l’orientamento verso la curva. Le mani evidenziano l’orientamento del corpo conseguente all’inclinazione dei piedi. Una curva condotta comporta quindi che i piedi vadano in direzione opposta alla curva (gli sci gireranno per presa di spigolo e deformazione) e che il corpo si orienti verso la zona di fine curva

Altrettanto e ancora più interessante: metto i piedi per terra, cioè li vincolo ad una direzione come se avessi gli sci ai piedi, li inclino come prima cercando la massima inclinazione- presa di spigolo simulando una curva a sinistra e posso constatare che essendo i piedi vincolati ora è il corpo che ruota rispetto alla direzione dei piedi. Il corpo si orienta verso sinistra. Se immagino un bersaglio alla mia sinistra, mettendo i piedi di spigolo il mio corpo si orienta verso il bersaglio ed i quattro punti (le quattro pistole sulle due ginocchia, l’anca e la spalla esterne alla curva) possono sparare nel bersaglio.

L’azione di tutto il corpo viene totalmente indirizzata al bersaglio, non c’è un pezzo fuor di posto. I piedi sono inclinati e le caviglie hanno preso una stabilità laterale incredibile.

Rinforzo: la volontà di inclinare i piedi chiama ad una forte tensione la muscolatura dai piedi agli arti inferiori fino ai glutei determinando una notevole compattezza dell’intera struttura; se mentre inclino i piedi imprimo una rotazione supplementare alle tibie sul loro asse longitudinale insieme ad un affinamento della direzione dell’azione posso ottenere anche un dosaggio a piacere dell’intensità di sforzo e della solidità a livello di caviglie e di presa di spigolo come di tutto l’insieme. Interessantissimo poi applicare una rotazione alle cosce (asse ginocchio-bacino) in uscita curva, per l’ottimale inserimento nella successiva. La giusta successione: nella fase di svincolo, per avere gradualità nel cambio (ma anche la massima rapidità se necessario) sfruttare la rotazione delle cosce verso la nuova curva in abbinamento alla direzione dello sguardo che individua il bersaglio (fine della nuova curva); seguire mentalmente la direzione delle pistole sulle ginocchia, anca esterna e spalla esterna alla nuova curva; sentire in ingresso curva un tutt’uno di piedi che cercano lo spigolo, tibie che ruotano sul loro asse e che insieme ai piedi «sentono» la loro base dare solidità crescente alle caviglie; sguardo fisso verso l’obiettivo e pistole in continuo indirizzamento verso quel bersaglio… al punto di attacco sparare nel bersaglio da tutte e quattro le pistole e passare subito con lo sguardo alla ricerca del bersaglio successivo. Le pistole sulle ginocchia dovranno ora cercare cercano il nuovo bersaglio insieme a quelle dell’anca e spalla esterne alla nuova curva. Nella foto la grafica evidenzia la convergenza di tutti i punti significativi e delle quattro pistole verso un ipotetico punto a terra.

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Convergenza dell’azione verso il bersaglio posto a terra a fine curva. Pistole sulle ginocchia, sull’anca esterna e sulla spalla esterna. E’ importantissimo immaginare e visualizzare la direzione dei colpi da anca e spalla che trovandosi in alto devono convergere verso il terreno per dare un fantastico effetto di stabilità e dinamicità.

E’ estremamente efficace «sentire» la spalla e l’anca esterna che durante lo sviluppo della curva sparano verso quel punto. Questo consente di stabilizzare il lato del corpo esterno alla curva dando equilibrio e possibilità di sviluppo dei carichi nella fase piena della curva e di modulazione dei carichi nella fase di chiusura, con assoluta dinamicità, favorendo inoltre la giusta direzione e centralità in uscita curva. Un’ultima osservazione. Abbiamo visto che i piedi, nell’inclinare, tendono anche ad alzarsi di punta, vuol dire che l’angolo sagittale piede-tibia si chiude. Vincolando il piede al piano e ricercando lo spigolo le tibie si inclinano in avanti. Cercare spigolo con i piedi significa quindi aiutare la centralità.

E tutto questo non è poco. Non vi pare?

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